Sicurezza a Milano, cosa è cambiato dal 2016 a oggi

Strada di Milano illuminata di sera, sicurezza a Milano

Torni a casa la sera, allunghi il passo in certe zone, eviti una via che dieci anni fa attraversavi senza pensarci. La sicurezza a Milano è diventata un tema che tocca la vita di tutti e la percezione di una città meno tranquilla è cresciuta. Ma tra la sensazione e i numeri c’è di mezzo un ragionamento, e vogliamo farlo per bene.

Nella puntata di Ciao Ami Podcast su Milano 2026, con la nostra ospite Alessia Carnazza, il tema arriva parlando di zone come Barona, Giambellino e San Babila, dove oggi ci sentiamo meno a nostro agio di qualche anno fa. Prima di trarre conclusioni, però, guardiamo cosa dicono i dati ufficiali.

Cosa dicono i dati sulla sicurezza a Milano

Metropolitana affollata di Milano

Milano guida da anni l’indice della criminalità del Sole 24 Ore, che conta le denunce ogni centomila abitanti. Nel 2024 la città ha registrato 6.952 denunce ogni centomila residenti, prima in Italia davanti a Firenze e Roma. Il primato è trainato dai reati predatori, furti e rapine in strada, mentre per i furti in casa Milano è appena quarantatreesima. La città è terza per violenze sessuali.

Vale la pena vedere quali reati pesano di più. Milano è prima in Italia per rapine in strada e ai vertici per furti con destrezza e furti sulle auto in sosta, i tipici reati da grande città. Sui danneggiamenti la città è seconda, con decine di migliaia di denunce in un anno. Sul fronte opposto, le case private restano tra le meno colpite del Paese, segno che il rischio si concentra negli spazi pubblici affollati più che dentro le abitazioni.

C’è un contesto che i numeri non raccontano. A livello nazionale i reati nel 2024 sono cresciuti dell’1,7 per cento, ma restano il 15 per cento sotto i livelli del 2014, e nei primi sei mesi del 2025 sono calati del 4,9 per cento. L’indice conta i residenti, non i pendolari e i turisti che ogni giorno riempiono la città, e questo gonfia il dato di una metropoli attraversata da milioni di persone.

Lo dicono anche gli esperti. Il presidente del Tribunale di Milano invita a non descrivere la città come una Gotham qualsiasi e segnala il vero problema, la carenza di organico tra polizia e carabinieri. Un ricercatore dell’osservatorio Transcrime aggiunge che la risalita è comune a tutte le grandi città e va letta insieme alle difficoltà sociali ed economiche del Paese. Milano ha i problemi delle capitali europee, da Parigi a Londra.

La marginalità sotto i portici, oltre la paura

Persona senza dimora sotto i portici

Una parte della percezione nasce dalle persone senza dimora che si vedono in centro, sotto i portici di San Babila come altrove. Anche qui i numeri aiutano. Il censimento del Comune di Milano ne ha contate 2.343 in un giorno del 2024, circa lo 0,17 per cento della popolazione, e la rilevazione ISTAT del 2026 ne ha registrate 1.641. La gran parte sono uomini, spesso stranieri che hanno perso il permesso di soggiorno, in molti casi finiti in strada dopo la perdita del lavoro o uno sfratto.

Un dato colpisce più degli altri. Tra le persone censite in strada, circa una su tre dichiara di non avere amici né qualcuno di cui fidarsi. Dietro la marginalità che leggiamo come questione di sicurezza c’è quasi sempre una storia di solitudine e di reti sociali sparite. Come diciamo in puntata, la risposta non è ripulire le strade, è rafforzare le politiche sociali. La povertà estrema si affronta aiutando, non spostando il problema di un isolato.

Anche sulla marginalità i numeri aiutano a vedere le persone, non le sagome. Tra chi vive in strada a Milano, quasi due su tre sono finiti lì dopo aver perso il lavoro, uno su tre ha subito uno sfratto, molti hanno problemi di salute seri. La città ha scelto strutture di accoglienza più piccole e diffuse, per accompagnare invece che ammassare. È la direzione che indichiamo anche noi in puntata, il problema è sociale prima che di ordine pubblico, e si affronta con servizi, non con la retorica della paura.

Come muoversi in città con la testa

Restare lucidi aiuta più della paura. I reati che pesano a Milano sono soprattutto predatori, borseggi e furti con destrezza, quelli che si prevengono con attenzione più che con l’ansia, sui mezzi affollati e nelle zone della movida. Le case private, sono tra le meno colpite d’Italia. In fondo, la sicurezza a Milano dipende anche dalle abitudini di chi la attraversa, e vivere la città con buon senso, senza demonizzarla e senza fingere che vada tutto bene, resta il modo più onesto di starci dentro.

Resta il nodo della percezione. I dati dicono che i reati, sul lungo periodo, sono più bassi di dieci anni fa, ma la gente si sente insicura lo stesso, e questo va preso sul serio. Fiducia nelle istituzioni, presenza sul territorio e cura degli spazi contano quanto le statistiche. Negare il disagio non aiuta, gonfiarlo nemmeno.

Fonti

  • Indice della criminalità 2024, dati per provincia, Sole 24 Ore
  • Milano prima per reati denunciati nel 2024, MilanoToday
  • Risultati racCONTAMI2024 sui senza dimora, Comune di Milano
  • Censimento delle persone senza dimora 2026, ISTAT

Ascolta la puntata

Nella puntata di Ciao Ami Podcast su Milano 2026, con Alessia Carnazza, ragioniamo su cosa resta da salvare di questa città, sicurezza compresa, senza scorciatoie e senza fare i nostalgici. Voi vi sentite più o meno sicuri rispetto a qualche anno fa, e dove. Scrivetecelo a ciaoamipodcast@gmail.com o in DM su Instagram @ciaoamipodcast. Ascoltate l’episodio qui sotto.

Ascolta o guarda la puntata

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