Trovi la stanza, leggi il prezzo, fai due calcoli e capisci che il grosso dello stipendio verrà speso per quello. Gli affitti a Milano sono la prima ragione per cui in città si sopravvive invece di viverci, il titolo della puntata non è un caso. Tra ami ne parliamo di continuo, e stavolta ci mettiamo i numeri.
Nella puntata di Ciao Ami Podcast Milano 2026, vivere o spravvivere insieme alla nostra ospite Alessia Carnazza, il tema si presenta già nei primi minuti. Case sempre più care e qualità sempre più bassa, appartamenti piccoli a cifre che nel resto d’Italia sembrano assurde. Vediamo quanto costa oggi vivere a Milano, con dati alla mano.
Quanto costano gli affitti a Milano oggi

Partiamo dalla stanza, la soluzione più diffusa tra chi arriva in città. A Milano una stanza singola costa in media 732 euro al mese, la cifra più alta d’Italia, e nelle zone centrali o vicino alle università sfiora gli 846 euro. Per capirci, a Roma una singola sta intorno ai 600 euro, a Bologna ai 530, a Torino ai 450. Milano stacca tutti, e non di poco.
Chi punta a una casa tutta sua se la passa peggio. Un monolocale a Milano viaggia sui 1.064 euro al mese di media, con punte oltre i 1.300 euro in centro e formule più basse, intorno ai 750 euro, soltanto in periferia. Spesso parliamo di venti metri quadri al limite dell’abitabilità, dove dormire, cucinare e lavorare stanno nella stessa stanza. Il monolocale è tra i più cari tra le grandi città universitarie, dietro Venezia e Firenze.
Perché a Milano si paga così tanto? Da un lato la domanda è enorme, tra studenti, lavoratori e aziende che concentrano qui le sedi. Dall’altro l’offerta è ridotta, complice il boom degli affitti brevi che tolgono case dal mercato lungo. Il risultato è una corsa al rialzo che negli ultimi anni ha reso Milano la città più cara d’Italia per le stanze singole, davanti a Roma e a tutte le altre.
Cambia parecchio anche la zona. Per una stanza singola in centro o nei quartieri della movida si arriva a cifre da capogiro, oltre 1.500 euro tra Garibaldi Moscova e la zona Ticinese. Chi cerca canoni più umani si sposta verso quartieri come Precotto Turro, Bande Nere o Ripamonti, dove una stanza scende intorno ai 650 o 700 euro, sempre restando collegati dai mezzi. La regola non scritta è semplice, più ti allontani dal centro, più respiri a fine mese.
Quanto pesano gli affitti sullo stipendio
Qui il quadro diventa chiaro. Milano ha gli stipendi più alti d’Italia, con una retribuzione media provinciale intorno ai 2.642 euro lordi al mese secondo la CGIA di Mestre. Ma il lordo inganna. Per un profilo giovane o di ingresso quello che resta in busta paga sta spesso tra i 1.500 e i 1.700 euro, e gli analisti stimano che per coprire affitto e spese in città servano almeno 2.000 euro netti al mese.
Facciamo il conto che facciamo tutti a fine mese. Una stanza singola da 732 euro su 1.600 euro in tasca si porta via il 46 per cento dello stipendio. Un monolocale da 1.064 euro arriva a mangiarne il 66 per cento. La regola che gli esperti considerano sostenibile è non oltre il 30 per cento del reddito in affitto. A Milano, per tanti di noi, quella soglia è un miraggio.
C’è chi a questo punto si chiede se convenga comprare. Con il calo dei tassi, per alcuni la rata di un mutuo si avvicina al canone di un affitto, e l’idea torna sul tavolo. Ma servono risparmi per l’anticipo, e chi già fatica a mettere via qualcosa resta bloccato in affitto. È il cuore del discorso che facciamo in puntata, a Milano il problema non è guadagnare poco in assoluto, è che la casa si prende la fetta più grande e lascia le briciole per vivere.
Come alleggerire il peso degli affitti a Milano

Le vie d’uscita esistono, anche se nessuna è indolore. Condividere un bilocale o un trilocale abbatte il costo per persona e regala spazi comuni più vivibili di un monolocale. Allontanarsi dal centro verso quartieri ben serviti dai mezzi, come la zona Precotto Turro o Bande Nere, taglia il canone senza tagliarti fuori dalla città. E poi c’è la contrattazione, un canone si tratta più spesso di quanto pensiamo, soprattutto per i contratti lunghi. Sono cerotti, ma tengono in piedi il mese.
E non è soltanto questione di prezzo. Come diciamo tra ami, spesso paghi tanto per case piccole e malmesse, con riscaldamenti da rivedere e spazi ridotti all’osso. La qualità è calata mentre il canone saliva, e questo brucia più del numero sul contratto. Ti ritrovi a difendere un buco costoso come se fosse una conquista, perché in città anche quello sembra un privilegio. Ed è il segnale più chiaro di quanto sia salita l’asticella, quando difendere un monolocale caro diventa un piccolo vanto.
Fonti
- Costo del monolocale a Milano nel 2025, MilanoToday
- Prezzo medio della stanza singola a Milano, Falco Immobiliare
- Retribuzione media a Milano, dati CGIA di Mestre, Moneyfarm
- Stipendio e costo della vita a Milano, nettostipendio.com
Ascolta la puntata
Nella puntata di Ciao Ami Podcast su Milano 2026, con Alessia Carnazza, partiamo da qui per capire cosa resta da salvare di questa città. Se pagate un affitto che vi sembra fuori scala, o se avete trovato la formula per cavarvela, raccontatecelo a ciaoamipodcast@gmail.com o in DM su Instagram @ciaoamipodcast. Ascoltate l’episodio qui sotto.