Diete lampo, perché 7 kg in 10 giorni sono una trappola

Bilancia da bagno e metro da sarto, diete lampo

San Valentino, scarti il regalo, e dentro c’è un volantino di un centro che promette di perdere 7 chili in 10 giorni. È la storia che abbiamo letto in puntata, e purtroppo non è rara. Le diete lampo spuntano ovunque, sui social, in vetrina, nei consigli di chi non ha titolo per darli, e giocano sulla voglia di risultati immediati.

La promessa suona bene, pochi giorni e via i chili. Il problema è che quei numeri, quando arrivano, se ne vanno con la stessa velocità. Vediamo perché le diete lampo lasciano poco, con quello che dicono i medici, e soprattutto vediamo la parte che conta di più, a chi ci si affida.

Perché le diete lampo non mantengono i risultati

Piatto quasi vuoto dieta restrittiva

Un regime troppo restrittivo fa segnare un calo rapido sulla bilancia, ma quel calo è in gran parte acqua e massa muscolare, non grasso. Quando togli muscolo, il metabolismo rallenta, cioè il corpo a riposo consuma meno di prima. Appena torni a mangiare in modo normale, il peso rientra, spesso con gli interessi. È il famoso effetto yo-yo, questa altalena di cali e recuperi che i portali di educazione nutrizionale descrivono bene e che a lungo andare rende sempre più difficile mantenere un peso stabile.

Non è soltanto una questione di risultati che non durano. Privare in fretta il corpo dei nutrienti porta rischi concreti, carenze, debolezza, perdita di massa muscolare, e oscillazioni di peso che affaticano anche il cuore. Per questo medici e nutrizionisti sconsigliano queste soluzioni drastiche. Come raccontava Gabri in puntata, di aver perso più di dieci chili in un mese, per poi riprenderli tutti. Il corpo funziona così, non fa sconti.

C’è anche il lato psicologico, che pesa quanto quello fisico. Le liste di cibi proibiti e la rincorsa al peso perfetto alimentano un rapporto teso con il cibo, fatto di sensi di colpa e di logica del tutto o niente. Trattarsi bene parte da qui, dal togliere la fretta e il giudizio, non dall’aggiungere un’altra regola punitiva.

Il vero problema è a chi ti affidi

Qui sta il punto che abbiamo ripetuto in puntata. Se volete lavorare sul vostro benessere, rivolgetevi a chi ha studiato e ha un titolo, non a un personal trainer che tira giù una dieta tra una serie e l’altra, e nemmeno al farmacista sotto casa che si improvvisa. Un farmacista iscritto soltanto all’albo dei farmacisti non è abilitato a fare il nutrizionista. Le figure che per legge possono elaborare un piano alimentare sono tre, e conviene sapere chi fa cosa.

Occhio anche al personaggio del guru del benessere, quello che vive di frullati verdi e giudica chiunque mangi una brioche. Spesso non ha alcun titolo, soltanto un profilo curato e tanta sicurezza. La competenza vera non urla e non colpevolizza, spiega e accompagna. Se un consiglio alimentare arriva con la morale allegata, è un segnale.

Nutrizionista, dietologo, dietista, chi è chi

Nutrizionista con piano alimentare e verdure fresche

Il dietologo è un medico, laureato in Medicina e specializzato in Scienze dell’Alimentazione, iscritto all’Ordine dei Medici. Fa diagnosi, tratta patologie legate all’alimentazione e prescrive farmaci. Il biologo nutrizionista ha una laurea magistrale, ha superato l’esame di Stato ed è iscritto all’Ordine dei Biologi. Elabora piani alimentari per persone sane, consiglia integratori, ma non fa diagnosi mediche né prescrive farmaci. Il dietista ha una laurea triennale in Dietistica, è iscritto al proprio albo, e lavora sui piani alimentari in collaborazione con il medico. Tre percorsi diversi, tutti seri, ognuno con il suo campo.

La strada seria è l’opposto della dieta veloce. Un percorso gestito da un professionista abilitato parte dalla vostra storia, dai vostri esami, dalle vostre abitudini, e punta a cambiamenti che restano nel tempo, non a un numero sulla bilancia entro il weekend. Nessuna scorciatoia, nessuna promessa da vetrina, e proprio per questo funziona. Se qualcuno vi vende il miracolo in dieci giorni, sta vendendo, non curando.

Perché allora funzionano così bene, almeno come richiamo. Perché parlano alla fretta e alla frustrazione, due cose che a febbraio, tra buoni propositi e foto delle feste, abbiamo tutti. Il marketing lo sa, e confeziona la promessa come una scorciatoia. Ma il corpo non è una campagna promozionale, non risponde alle offerte a tempo. Un cambiamento vero chiede costanza, un professionista che vi segue, e la pazienza di guardare i risultati arrivare piano. Meno spettacolare del meno 7 chili in copertina, ben più solido. Se un annuncio vi promette il fisico dei sogni entro San Valentino, state guardando una vetrina, non un percorso di salute.

Come verificare un professionista abilitato

Bastano pochi controlli per stare tranquilli.

  • Chiedete sempre titolo e iscrizione all’albo. Un professionista serio non si offende.
  • Verificate il nome sul registro dell’Ordine dei Biologi per un nutrizionista, dell’Ordine dei Medici per un dietologo, dell’albo dei dietisti per un dietista.
  • Diffidate di chi promette risultati facili, diete miracolose e numeri da record in pochi giorni.
  • Se qualcuno vi dà una dieta senza guardare la vostra storia clinica, giratevi e andate altrove.

Fonti

Ascolta la puntata

La storia del regalo di San Valentino, con la nostra digressione sulle diete e su chi si spaccia per esperto, è nella puntata di DrAMI. Se avete ricevuto un consiglio alimentare assurdo da chi non aveva titolo per darlo, scrivetecelo a ciaoamipodcast@gmail.com o in DM su Instagram @ciaoamipodcast. Ascoltate l’episodio qui sotto.

Ascolta o guarda la puntata

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