Ci dicono che stiamo bene se non siamo malati. Ma quante volte rispondete bene a un come stai, e subito dopo tirate un sospiro. Il benessere psicofisico è proprio quello che manca in quel sospiro, un equilibrio tra corpo e mente che va oltre l’assenza di sintomi. In puntata di Ciao Ami Podcast lo abbiamo esplorato con due ospiti che ci lavorano ogni giorno.
Con noi Giorgio Gualazzi, psicologo e psicoterapeuta, ed Enrica Albera, esperta di benessere psicofisico. La loro tesi, ripetuta da entrambi, è spiazzante nella sua semplicità. Corpo e mente non sono due mondi separati, sono la stessa cosa che parla due lingue, i pensieri e le sensazioni. Quando i due linguaggi vanno d’accordo stiamo bene, quando si scollegano arriva il sintomo.
Cosa significa benessere psicofisico
La definizione più usata arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che già nel 1948 descrive la salute come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia. Da qui lo slogan, non c’è salute fisica senza salute mentale. Tradotto, prendersi cura del corpo e ignorare la testa, o viceversa, non basta. L’equilibrio nasce dall’ascoltarli insieme.
Il tema è più attuale che mai. Nel mondo circa un miliardo di persone convive con un disturbo mentale, e in Italia il disagio psicologico è cresciuto negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani. Parlarne non è una moda da social, è una necessità concreta, per noi e per chi ci sta intorno.
C’è un motivo per cui ne parliamo adesso. La nostra è una generazione bravissima a capire le emozioni, a dargli un nome, a leggere articoli e ascoltare podcast su ansia e stress. Il paradosso, dice Enrica, è che siamo altrettanto bravi a non sentirle, a restarne fuori. Capire e sentire non sono la stessa cosa, e il benessere vero abita nel secondo, non soltanto nel primo. Sapere tutto sulle emozioni non serve, se poi non impariamo a starci dentro.
Il valore del silenzio e delle pause

Uno dei fili conduttori della puntata è il silenzio. Giorgio spiega che l’iperconnessione riempie ogni vuoto e ci toglie i momenti in cui potremmo ascoltarci, e che senza pause né la mente né il corpo elaborano quello che vivono. Enrica lo conferma dal lato fisico, anche chi si allena ha bisogno di giorni di recupero, perché è nel riposo che il corpo si rigenera. Le pause non sono tempo perso, sono parte del lavoro.
Da qui nasce l’esperimento che Giorgio consiglia, e che pure noi abbiamo iniziato a provare. Prendetevi venti minuti, telefono lontano, sdraiati in un posto silenzioso, e respirate lentamente, inspirando per un tempo ed espirando per il doppio. Non serve addormentarsi. All’inizio è difficile stare fermi, ma con la pratica la mente fa un reset, e dopo ci si sente riposati come dopo ore di sonno. È un allenamento al silenzio, e come tutti gli allenamenti all’inizio costa.
Dietro c’è un’idea antica. Per gli antichi greci la felicità si chiamava eudaimonia, e voleva dire realizzare il proprio talento, conoscere se stessi, vivere secondo la propria natura con il giusto senso della misura. Giorgio la richiama in puntata, e ci ricorda che stare bene non è riempirsi di cose o di stimoli, è trovare la propria strada e percorrerla. Un’idea di benessere che parte da dentro, non da fuori.
Come coltivare il benessere psicofisico ogni giorno

Non servono grandi rivoluzioni, servono piccoli gesti costanti. Muoversi un po’ ogni giorno, anche una breve passeggiata, perché il movimento aiuta l’umore. Ridurre gli stimoli e concedersi silenzio. Curare le relazioni che ci fanno stare bene, che restano una delle medicine più forti. E dove serve, affidarsi a pratiche come la mindfulness, che aiuta a gestire attenzione ed emozioni riducendo ansia e stress, o a un professionista quando il peso è troppo.
Nessuno di questi gesti, preso a sé, cambia la vita. È l’insieme che fa la differenza, ripetuto nel tempo. Un po’ di movimento, un po’ di silenzio, relazioni buone, meno screen time, e la disponibilità a chiedere aiuto quando serve. Non è una ricetta uguale per tutti, ognuno trova il proprio mix, e va bene così. L’importante è iniziare da qualcosa, oggi, anche da cinque minuti soltanto.
La frase con cui ci salutiamo in puntata riassume tutto. Prendersi cura di sé, oggi, vuol dire diventare più sinceri con quello che si sente. Non è un traguardo da raggiungere una volta per tutte, è una direzione, fatta di ascolto, silenzio e onestà con noi stessi. L’equilibrio, alla fine, è questo, tornare a sentire, non soltanto a capire.
Se c’è una cosa che ci portiamo a casa da questa puntata, è che il benessere non è un traguardo da esibire. Non è la foto in palestra o la citazione motivazionale, è un lavoro silenzioso e quotidiano fatto di ascolto. Chiedersi come si sta, sul serio, e avere il coraggio di rispondersi con onestà, vale più di mille contenuti salvati e mai messi in pratica. Da lì, un passo alla volta, si costruisce il resto.
Fonti
- Definizione di salute dell’OMS, Istituto Superiore di Sanità
- Benessere psicofisico e mindfulness, Aurobindo Italia
- Salute mentale, cosa significa, Unobravo
Ascolta la puntata
Nella puntata di Ciao Ami Podcast, Gli Ami sono tipi chill, con Giorgio Gualazzi ed Enrica Albera parliamo di corpo e mente, di silenzio e di come tornare ad ascoltarsi. Se avete già trovato il vostro equilibrio, raccontateci come fate, a ciaoamipodcast@gmail.com o in DM su Instagram @ciaoamipodcast. Ascoltate l’episodio qui sotto.