Attività fisica e benessere, come iniziare partendo da 5 minuti

Persona che cammina all'aperto in un parco, attività fisica e benessere

Ti dici che da lunedì inizi, prendi l’abbonamento, e dopo due settimane hai mollato. Ci siamo passati tutti, e nella quarta puntata abbiamo capito dov’è l’errore. Il legame tra attività fisica e benessere non parte dalla performance, parte da una piccola abitudine che regge nel tempo. Ce lo ha spiegato Enrica Albera, esperta di benessere psicofisico, insieme allo psicoterapeuta Giorgio Gualazzi.

Il punto che ci ha spiazzato è il perché ci si muove. Enrica dice che spesso iniziamo senza sapere bene il motivo, spinti da un influencer o da un’amica, e così la motivazione dura poco. Il movimento che resta è quello che nasce da un’esigenza vera e diventa routine, come lavarsi i denti.

Il problema di partenza, spesso, è che ci muoviamo troppo poco. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità un adulto su quattro e quattro adolescenti su cinque non fanno abbastanza attività fisica, e la sedentarietà è tra i fattori di rischio più sottovalutati per la salute. Non serve diventare atleti, serve rompere la giornata passata seduti. Anche qui vale la regola degli ospiti, meglio poco e costante che tanto e per due settimane.

Perché attività fisica e benessere della mente vanno insieme

Corsa all'alba, benessere

Muoversi fa bene alla testa prima ancora che al corpo. Le evidenze sono solide. Secondo i dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità, l’attività fisica regolare riduce il rischio di depressione del 20-30 per cento e agisce su ansia, stress e senso di solitudine. Come dice Giorgio in puntata, chiunque abbia fatto un po’ di sport sa che dopo si sente meglio, ed è così che si costruisce un buon sistema motivazionale, un pezzo alla volta.

Il meccanismo è quello del corpo e della mente che si parlano. Dopo il movimento arrivano segnali positivi, l’umore si alza, la tensione scende. Non serve strafare, e anzi Giorgio ricorda che pure la palestra, se diventa ossessione e toglie libertà, smette di far bene. L’obiettivo è il piacere e l’equilibrio, non la punizione.

C’è anche un valore di sfogo. Dopo una giornata storta, una camminata veloce o una corsa scaricano la tensione accumulata meglio di mille pensieri. Il corpo brucia lo stress, la testa si schiarisce, e i problemi non spariscono ma diventano più gestibili. Per questo il movimento è una delle prime cose che gli esperti consigliano contro ansia e umore basso, insieme al resto e mai al posto di un percorso di cura.

Quanto muoversi, secondo l’OMS

Se cercate un riferimento, l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia agli adulti almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata, come camminare a passo svelto o andare in bici. Ma il messaggio più utile è un altro, ogni movimento conta, e fare poco è meglio di non fare niente. Anche 60 minuti a settimana, se partite da zero, portano benefici. E spezzare le lunghe ore da seduti con due minuti di movimento ogni mezz’ora già cambia qualcosa.

Come iniziare senza farne un’ossessione

Salire le scale invece dell'ascensore

Qui arriva il consiglio di Enrica, e va controcorrente. Per iniziare, prima ancora di aggiungere, provate a togliere. Eliminate cinque minuti al telefono e ascoltate cosa ne esce. Poi partite da obiettivi piccolissimi, una passeggiata di cinque minuti, le scale invece dell’ascensore, una fermata a piedi in più. Non deve essere un corso ad alta intensità che vi distrugge, altrimenti diventa un’altra cosa da odiare.

Il segreto è la costanza, non l’intensità. Meglio una piccola abitudine che rimane per anni, che un mese di slancio seguito dal nulla. E se già vi allenate, Enrica lancia una sfida diversa, togliete le cuffie e guardatevi intorno cinque minuti, magari nasce uno sguardo, una parola, una connessione vera. Il movimento, alla fine, è anche un modo per tornare a stare nel mondo con il corpo, non soltanto con la testa.

Il senso profondo, in fondo, è tornare ad abitare il corpo. Passiamo giornate intere fermi davanti a uno schermo, scollegati da quello che sentiamo dal collo in giù. Muoversi, anche pochi minuti, ci riporta nel presente, nel qui e ora, lontano dal rimuginio. Non è una questione estetica e non riguarda la bilancia, riguarda come vi sentite dentro. Ed è per questo che, quando diventa un’abitudine, non la mollate più.

Se dovessimo riassumere il metodo in una frase, sarebbe partire dove siete. Chi è fermo da anni comincia dalle scale e da una passeggiata. Chi già si muove aggiunge qualità, magari togliendo le cuffie per accorgersi di chi ha intorno. In entrambi i casi l’obiettivo non è arrivare, è restare in movimento nel tempo, con gentilezza verso voi stessi. La costanza, come dice Enrica, è il vero segreto, ben più della fatica di un singolo allenamento.

Un’ultima nota che ci teniamo a fare. Muoversi fa bene a tutti, ma se avete condizioni di salute particolari, un parere del medico prima di iniziare mette al riparo da sorprese. Il buon senso vale quanto l’entusiasmo. Partire in sicurezza è il primo modo di trattarsi bene, e rende più facile andare avanti senza intoppi.

Fonti

Ascolta la puntata

Nella puntata di Ciao Ami Podcast, Gli Ami sono tipi chill, con Enrica Albera e Giorgio Gualazzi parliamo di come il movimento aiuta la mente, e di come iniziare senza ammazzarsi di fatica. Se avete trovato la vostra piccola abitudine che regge, raccontatecela a ciaoamipodcast@gmail.com o in DM su Instagram @ciaoamipodcast. Ascoltate l’episodio qui sotto.

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