Commenti sul corpo, quando è il partner a farti sentire sbagliata

Donna pensierosa allo specchio autostima, commenti sul corpo

Torni da una giornata storta, ti stai per mettere comoda, e il tuo partner ti guarda e commenta come stai nei jeans. Magari con il sorriso, magari con la scusa della salute. I commenti sul corpo dentro una coppia arrivano spesso mascherati da premura, e proprio per questo fanno più male, perché li ricevi da chi dovrebbe farti sentire al sicuro.

Nella puntata di DrAMI abbiamo letto la storia di una ama che a San Valentino si è vista arrivare una rosa e un volantino di un centro dimagrante. Il ragazzo commentava di continuo il suo fisico. La storia fa ridere per come è raccontata, ma il tema sotto è serio, e vale la pena soffermarsi su questo.

I commenti sul corpo non sono un consiglio

Partiamo dal punto che abbiamo messo in chiaro in puntata. Nessuno ha la facoltà di dare pareri non richiesti sul corpo altrui. Non un amico, non un parente, e nemmeno chi ti sta accanto. Un conto è la preoccupazione sincera per la salute di una persona in difficoltà, un altro è la battuta ricorrente che ti fa sentire sbagliata. Quando qualcuno insiste sul tuo aspetto, il messaggio che passa non è ti voglio bene ma: ‘così non mi piaci’.

Cosa succede a chi riceve commenti sul corpo

Donna triste seduta che guarda in basso

Gli effetti sono documentati. Le critiche continue sull’aspetto fisico erodono l’autostima e si legano ad ansia, sintomi depressivi e rapporto disturbato con il cibo. Uno studio pubblicato sul Journal of Adolescent Health da Puhl e colleghi ha mostrato che chi riceve commenti sul peso da familiari o persone vicine ha una probabilità più alta di sviluppare sintomi depressivi e condotte alimentari problematiche. Non contano soltanto le frasi dirette, pesano anche gli sguardi, i confronti impliciti, le allusioni continue al corpo ideale.

Il contesto non aiuta. Secondo il report 2023 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’immagine corporea nei giovani europei, oltre il 55 per cento delle ragazze adolescenti e il 32 per cento dei ragazzi dichiara di non piacersi fisicamente. In Italia il tema ha raggiunto l’attenzione delle istituzioni, con una proposta per una giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico. Segno che non parliamo di suscettibilità personale, ma di un fenomeno diffuso.

Cambia anche il dove. Un commento sussurrato in privato pesa, ma quello fatto davanti agli altri, agli amici, ai parenti, aggiunge l’umiliazione al giudizio. In puntata la rosa arriva insieme al volantino, un gesto carino e una frecciatina nello stesso pacchetto. È il tipo di segnale contraddittorio che confonde di più, perché mette insieme affetto e svalutazione, e ti lascia a chiederti se il problema sei tu.

La premura vera non passa dalla critica

Chi tiene a te non ti sminuisce. Se una persona ci tiene a te sul serio, ti sostiene, non ti mette in imbarazzo davanti agli altri e non ti regala un volantino per dimagrire il giorno di San Valentino. La differenza tra un incoraggiamento e una critica sta nel rispetto e nell’assenza di giudizio. E se qualcuno pensa di aiutarti spingendoti a cambiare il corpo contro la tua volontà, non ti sta aiutando, ti sta dicendo che così non gli basti.

Come rimettere i confini al primo posto

Donna sicura di sé che sorride

La strada parte dall’assertività. Potete rispondere in modo chiaro e fermo a un commento fuori luogo, senza sentirvi in dovere di giustificarvi o di cambiare per accontentare qualcuno. Ricordate che il vostro valore non dipende da una taglia. Se questi commenti arrivano di continuo e vi stanno logorando, parlarne con uno psicologo aiuta a ritrovare l’autostima e a gestire la relazione. Chiedere supporto non è debolezza, è la scelta di chi si tratta bene.

C’è una prova semplice che aiuta a distinguere la premura dalla critica. Chiedetevi se quella frase vi fa sentire sostenute o sotto esame. Se la risposta è la seconda, non conta l’intenzione dichiarata, conta l’effetto. E l’effetto di un giudizio continuo sull’aspetto è logorante, giorno dopo giorno. Riconoscerlo non vuol dire essere permalosi, vuol dire avere chiaro che il rispetto dentro una relazione non è un optional.

Una precisazione, perché non ci fraintendano. Non parliamo del medico che, per la vostra salute, vi consiglia di muovervi di più o di fare un controllo. Quello è un altro discorso, fatto da chi ha titolo e senza giudizio. Parliamo del partner che usa il vostro corpo come arma, che vi punzecchia in pubblico, che lega il suo affetto al vostro aspetto. Quando succede di continuo, non è una fase, è un modo di stare nella relazione, e vale la pena chiedersi se è il modo che volete. E se il pensiero fisso diventa come apparite agli occhi di chi vi sta accanto, invece che come state bene, quel peso non è vostro da portare da soli. Volersi bene, prima di tutto, significa scegliere accanto persone che vi guardano con rispetto, non con il metro in mano.

Fonti

  • Body shaming, effetti su autostima e salute mentale, Serenis
  • Report OMS 2023 sull’immagine corporea nei giovani europei, MioSessuologo
  • Giornata nazionale contro il body shaming, Camera dei Deputati

Ascolta la puntata

La storia del volantino di San Valentino, con la nostra parentesi sul diritto di nessuno a giudicare il corpo altrui, è nella puntata di DrAMI. Se anche voi vi siete sentiti dire cose fuori posto da chi diceva di volervi bene, raccontatecelo a ciaoamipodcast@gmail.com o in DM su Instagram @ciaoamipodcast. Ascoltate l’episodio qui sotto, e diteci da che parte state.

Ascolta o guarda la puntata

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